L'antica storia della città di Trieste
La storia della città di Trieste è antichissima, visto che le prime tracce giungono addirittura dal passato più remoto. A partire dal II millennio a.C. tutto il territorio di questa zona, dal mare fino all’altopiano, fu sede di insediamenti protostorici, ovvero i castellieri; villaggi di piccole dimensioni, arroccati su alture e protetti da efficaci fortificazioni in pietra, i cui abitanti appartenevano ad una popolazione il lirica di origine indoeuropea.
Inoltre, anche il mitologico eroe greco Giasone, alla ricerca del “vello d’ora”, sbarcasse con gli Argonauti alle foci del fiume Timavo; alle pendici del monte Hermada, un bosco sacro sarebbe dedicato agli eroi Antenore e Diomede.
Nel 50 a.c., questo piccolo borgo di pescatori divenne una importante colonia romana ed il nucleo abitativo circondato da grandi mura; successivamente venne poi arricchito con importanti costruzioni come il Teatro ed il Foro, i cui resti sono ancor oggi visibili sul colle di San Giusto.
A meta dell’800, quando il vescovo Giovanni acquistò da Lotario, re dei Franchi, il potere sulla città inizio una storica fase, caratterizzata da una maggiore stabilità.
Nel 1300 Trieste riusci’ finalmente ad affermarsi come libero comune, ma quando venne minacciata la sospirata autonomia, nel 1328 la città si pose in modo spontaneo sotto l’accurata protezione di Leopoldo III d’Austria ed instaurando cosi il lungo rapporto con la dinastia asburgica.
Successivamente Trieste divenne una città moderna, nel 1719, quando Carlo VI, stabili’ con un decreto la libertà di navigazione, aprendo cosi le porte al commercio;qualche anno dopo, sotto Giuseppe II e Maria Teresa, i benefici concessi alla città diedero vita a grandi traffici, attirando cosi molte persone di varia provenienza e riuscendo a creare quell’internazionalismo che ancora oggi lo si trova nel dialetto, nei luoghi di culto e nel cognome dei cittadini di Trieste.
Cosi in poco tempo il numero degli abitanti crebbe sensibilmente e il vecchio borgo non bastò più per accoglierli tutti; la città si espanse, guadagnando molto terreno sul fronte mare e collegando i vari colli, dall’interno fino ad arrivare alla costa.
Intorno all’800, in un clima di benessere generali, vennero creati i primi grandi gruppi assicurativi e si sviluppò la borsa. Da un lato la crescita della città fece diventare Trieste uno dei centri più importanti di allora e dall’altro, rafforzò il sentimento di italianità, politica e culturale.
Nel 1918 avvenne l’attesissimo ritorno all’Italia, in un tripudio tricolore, ma questa annessione retrocesse la città di Trieste in uno sfavorevole ruolo di “porto qualunque”. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ci furono delle perdite di terreni della penisola Istriana, che furono conquistati dalla poco costituita Jugoslavia. In questo momento la storia della città visse un periodo buio, caratterizzata da tristi vicende e ombre oscure.
Sotto il dominio della Jugoslavia, la sorte della città rimase per lungo tempo incerta: in attesa di una decisione, l’entroterra venne diviso in due grandi parti, una amministrata appunto dagli jugoslavia e l’altra dagli anglo-americani.
Solo nel 1954, grazie alla firma a Londra del Memorandum, Trieste e il suo entroterra furono, questa volta definitivamente, restituiti allo Stato Italiano.



