Sgonico
A pochi chilometri di distanza dalla città di Trieste sorge Sgonico, un comune di circa 2000 abitanti che sorge quasi al confine con la Slovenia
Si estende su un territorio di 31 chilometri. Il nome, divenuto tale nel 1309, proviene da Zvonik che in sloveno significa campanile.
Sgonico occupa una parte centrale del Carso Triestino, cosi come carsiche sono pure la flora e la fauna; di forma rettangolare, è chiuso nella zona est da un’ampia fila di rilievi, che segnano appunto il confine con la Slovenia. L’altitudine maggiore è data dal Monte Lanaro (o Volnik), alto circa 544 metri, mentre la parte del territorio è soprattutto pianeggiante, costellata però da dolci colline, alcune però anche di alte dimensioni. L’ambiente, vicino alle case, offre stupendi campi solcati che si sono diffusi per tutto il Carso e questo tipo di formazione lo si deve all’azione erosiva, non uniforme, dell’acqua sulle rocce calcaree, dai quali si separano alcuni blocchi, che formano cosi le sassaie.
La popolazione di divide in una serie di piccoli centri agricoli, il più importante è senza dubbio il capoluogo comunale; la maggior parte della popolazione è di etnia slovena.
Nelle vicinanze di Sgonico ci sono molti luoghi di interesse da poter visitare: due grandi cave, ora del tutto inattive ed uno dei castelli più interessanti di tutto il Friuli Venezia Giulia.
Inoltre, altri posti interessanti sono le osmizze. La loro origine proviene dall’impero austro-ungarico, quando nel 1784 l’Imperatore Giuseppe II concesse agli abitanti della zona la vendita diretta del vino e di altri prodotti per otto giorni (“osmica” in sloveno significa appunto otto).
Essa viene indicata dalla nota frasca: un rametto d’edera che è appeso lungo le strade e nelle vicinanze della casa; nello osmizze si possono degustare vini locali, accompagnati con ottimi formaggi, prosciutti e uova fresche.
Merita una citazione anche la chiesa di San Michele a Sgonico; la facciata presenta un portale a forma di arco ribasso, con angoli a bassorilievo. Modifica e ristrutturata nel corso dei secoli, la struttura presenta un’adsie pentagonale, con un tetto che ancora oggi conserva l’originale copertura in pietra.
Staccato, si trova il campanile, che presenta una cella campanaria con una bifora ed un tamburo ottangonale, risalente al 1500; da qui, si può ammirare buona parte del Carso ed uno splendido panorama.
Merita una visita infine, anche la suggestiva chiesette di Samatorza del XVIII sec, situata nel bosco limitrofo.



